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Misure di sicurezza e salute mentale: protocollo a Catania per integrare giustizia e sanità

martedì 21 Aprile - 2026 | di Redazione | Categorie: News ed eventi

Rafforzare l’integrazione tra Autorità giudiziaria e sistema sanitario, migliorare il coordinamento dei percorsi e garantire interventi sempre più appropriati e tempestivi: sono questi gli obiettivi al centro del Protocollo operativo sottoscritto oggi presso la Presidenza del Tribunale di Catania, dedicato alla gestione dei pazienti psichiatrici autori di reato.

Il Protocollo introduce un modello strutturato di collaborazione interistituzionale, finalizzato a rendere più efficaci i percorsi di presa in carico e a migliorare la qualità delle decisioni, attraverso una più stretta connessione tra esigenze di cura ed esigenze di sicurezza.

A firmare il Protocollo sono stati il presidente del Tribunale di Catania, Mariano Sciacca; il presidente del Tribunale di Sorveglianza, Luca Rossomandi; il procuratore capo della Repubblica, Francesco Curcio; il presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Catania, Antonino Guido Distefano; il presidente della Camera Penale “Serafino Famà”, Tommaso Tamburino; il direttore dell’Ufficio Distrettuale di Esecuzione Penale Esterna (UDEPE), Maria Pia Fontana; il direttore generale dell’Asp di Catania, Giuseppe Laganga Senzio; il direttore del Dipartimento di Salute Mentale, Carmelo Florio; e il presidente di ACERES, Alessandro Russo.

Presenti all’incontro Enza De Pasquale, presidente della Sezione Penale del Tribunale di Catania; Roberto Ortoleva, direttore UOC Coordinamento e Controllo CTA pubbliche e private dell’Asp di Catania; Mirella Viscuso, consulente legale ACERES; Grazia Sinatra, dirigente psichiatra dell’UOC Psichiatria Penitenziaria e Forense dell’Asp di Catania.

Elemento centrale del Protocollo è il Punto Unico Regionale (PUR), individuato presso il Dipartimento di Salute Mentale dell’Asp di Catania, che avrà il compito di coordinare i percorsi, favorire la circolazione delle informazioni e supportare le decisioni dell’Autorità giudiziaria.

Tra le principali previsioni del Protocollo:

  • il rafforzamento della rete interistituzionale per assicurare interventi più tempestivi ed efficaci;
  • la definizione di percorsi terapeutico-riabilitativi individualizzati (PTRI), con maggiore attenzione all’appropriatezza degli inserimenti tra REMS e comunità terapeutiche;
  • il miglior raccordo tra periti, consulenti e servizi psichiatrici territoriali;
  • l’attivazione di canali strutturati di comunicazione e condivisione dei dati;
  • la promozione di attività di formazione congiunta tra tutti gli operatori coinvolti.

Il Protocollo recepisce le più recenti indicazioni normative nazionali e, attraverso il PUR, sarà trasmesso all’Assessorato regionale alla Salute e agli altri Dipartimenti di Salute Mentale come modello pilota, con l’obiettivo di una possibile estensione su scala regionale.

Un’iniziativa che rafforza un approccio integrato nella gestione di una materia complessa, in cui si intrecciano tutela della salute, sicurezza e inclusione sociale.

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