Portare le cure oncologiche direttamente a Pantelleria non è più soltanto un’ipotesi, ma un percorso istituzionale avviato con l’obiettivo di garantire ai pazienti dell’isola un accesso stabile e sicuro alla chemioterapia senza dover affrontare trasferimenti continui verso la terraferma.
È questo l’esito del vertice in videoconferenza che ha riunito il commissario straordinario dell’Asp di Trapani Sabrina Pulvirenti, il dirigente generale del Dipartimento regionale per la Pianificazione Strategica dell’assessorato alla Salute Salvatore Iacolino, il direttore generale dell’Istituto Nazionale per la promozione della salute delle popolazioni migranti e per il contrasto delle malattie della povertà Cristiano Camponi e la professoressa Maria Rosaria Valerio, oncologa del Policlinico di Palermo.
Nel corso dell’incontro i partecipanti hanno istituito un tavolo tecnico con il compito di verificare la sostenibilità organizzativa, clinica e logistica dell’iniziativa, quantificare il fabbisogno assistenziale e definire tempi e modalità operative per l’attivazione del servizio.
“Il confronto avviato oggi rappresenta un passaggio operativo importante – evidenzia Iacolino -. Vogliamo partire dai dati reali, capire quanti pazienti hanno bisogno di trattamento e valutare con attenzione quali risorse servono per garantire cure sicure e di qualità. L’obiettivo non è soltanto organizzare un servizio, ma costruire un percorso affidabile, collegato in modo stabile con la rete oncologica regionale, che accompagni i pazienti in ogni fase della terapia. Pantelleria vive una condizione geografica particolare e proprio per questo dobbiamo dare una risposta concreta, capace di ridurre i disagi senza abbassare gli standard assistenziali. Stiamo lavorando, quindi, per definire un modello sostenibile nel tempo, che metta al centro le persone e assicuri alla comunità pantesca le stesse opportunità di cura disponibili nel resto della Sicilia”, conclude.









