Il nuovo semestre filtro per l’accesso alle facoltà di Medicina, con tre esami nazionali di Chimica, Fisica e Biologia da 31 quesiti ciascuno e 45 minuti di tempo per prova, si sta rivelando molto più selettivo del vecchio test d’ingresso. Secondo i primi dati diffusi dagli atenei e dalle agenzie di stampa, solo tra il 10 e il 15% degli studenti è riuscito a superare tutte e tre le prove con il punteggio minimo di 18/30 richiesto per entrare in graduatoria: ciò significa che circa l’85–90% dei candidati è stato bocciato al primo appello, con un impatto pesante su migliaia di giovani aspiranti medici e il concreto rischio di lasciare scoperti i posti messi a bando.
“Sarebbe il caso di rivedere il sistema di accesso, considerato che il semestre filtro ha portato a una scrematura molto più dura del previsto – afferma Santo Pitruzzella, presidente dell’Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Omceo) di Agrigento – Così si corre il rischio che i posti disponibili in facoltà restino vuoti incrementando le forti criticità dettate dalla carenza di camici bianchi nel nostro sistema sanitario”.
L’Omceo di Agrigento, inoltre, non ritiene che l’accesso completamente libero ai corsi di laurea in Medicina sia la risposta adeguata, poiché rischierebbe di compromettere la qualità della formazione e di generare un sovraffollamento insostenibile per le strutture universitarie, con inevitabili ricadute sulla preparazione dei futuri professionisti della salute.
“Siamo disponibili – conclude il presidente Pitruzzella – a collaborare con le istituzioni nazionali e universitarie per definire un percorso di accesso meritocratico, sostenibile e realmente funzionale alle esigenze del sistema sanitario del futuro, quale potrebbe essere il numero programmato con la revisione delle domande dei test da effettuarsi dopo gli esami di maturità”.







