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Donne fertili a rischio per la nefrite lupica: al via maxi convegno a Messina

mercoledì 9 Novembre - 2022 | di Giorgia Görner Enrile | Categorie: ECM&EVENTI, Salute

La nefrite lupica è una patologia renale causata dal lupus eritematoso sistemico, una malattia autoimmune.

Può arrivare a colpire un individuo su 600 persone e in Sicilia si stima che ne siano affette circa 800 persone.

Negli ultimi 40 anni, però, si è registrata un’incidenza maggiore nelle donne durante il periodo fertile. Inoltre, alcuni farmaci molto efficaci non sono compatibili con la gravidanza.

La nefrite lupica sta quindi preoccupando gli specialisti nefrologi perché, tra i vari organi che colpisce, prende i reni e, pertanto, viene considerata un hot topic dagli esperti del settore.

Per far fronte a questa situazione, una cinquantina di nefrologi provenienti da tutte le scuole siciliane e illustri relatori si alterneranno nell’analisi di specifiche tematiche al convegno “La nefrite lupica”, che si terrà nel centro congressi del Policlinico di Messina sabato 12 novembre alle ore 8.30. L’evento è accreditato con 7 ecm (n. 363147)

Il responsabile scientifico

“Il rene è più frequentemente interessato nelle forme più aggressive – spiega il prof. Domenico Santoro, direttore dell’Unità di Nefrologia dell’Azienda ospedaliera universitaria G. Martino di Messina – e il rischio è quello di arrivare alla dialisi in assenza di una pronta diagnosi o di una tempestiva terapia. I pazienti affetti dalla nefrite lupica presentano una maggiore morbilità e mortalità rispetto ai pazienti affetti da LES senza il coinvolgimento renale. Grazie sia alla diagnosi eseguita attraverso biopsia renale che al trattamento precoce della nefrite lupica, la prognosi renale è notevolmente migliorata negli ultimi 50 anni”.

“Le donne fertili sono più coinvolte a causa dell’influenza dovuta all’attività estrogenica – prosegue Santoro – in questi casi la malattia rappresenta un evento estremamente critico anche perché può affliggerle in un momento particolare della loro vita che è la gravidanza, condizionandone l’inizio a causa del tipo di farmaci utilizzati per il trattamento incompatibili durante tale periodo. Negli ultimi anni esistono terapie innovative come rituximab e belimumab, quest’ultimo precedentemente utilizzato come farmaco di accompagnamento in corso di attività residua della malattia renale, ha dimostrato recentemente una sua efficacia anche nella fase d’induzione”.

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