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Tumore inoperabile, nuova vita grazie a un trapianto d’arteria polmonare: primo intervento al mondo

venerdì 31 Ottobre - 2025 | di Anna Boccia | Categorie: News ed eventi

E’ stato eseguito al Sant’Andrea di Roma un trapianto di arteria polmonare in un paziente di 79 anni affetto da neoplasia infiltrante il tronco dell’arteria polmonare sinistra. L’intervento, effettuato il 17 luglio 2025, ha comportato l’asportazione in blocco del polmone sinistro e la ricostruzione del flusso ematico dal ventricolo destro al polmone controlaterale mediante impianto di un segmento arterioso umano crioconservato.

L’operazione è stata ideata e condotta da un’équipe della Chirurgia Toracica del Sant’Andrea guidata da Erino A. Rendina, con le dottoresse Cecilia Menna e Beatrice Trabalza Marinucci. L’équipe ha utilizzato un’arteria prelevata da un donatore e criopreservata presso la banca dei tessuti di Barcellona.

La paziente, seguita da un’équipe multidisciplinare, aveva ricevuto da marzo a giugno un trattamento di chemio-immunoterapia neoadiuvante che aveva determinato una parziale risposta radiologica. Tuttavia, la neoplasia manteneva un’infiltrazione estesa della parete arteriosa fino al pericardio e non risultava suscettibile di resezione standard.

Come ha spiegato Rendina durante la presentazione accademica presso la Sapienza, il carattere pionieristico dell’intervento risiede nella tipologia di sostituzione vascolare. “La paziente aveva un tumore al polmone inoperabile che infiltrava questa grossa arteria fino al cuore. Abbiamo rimosso il tumore che infiltrava l’arteria, dovendo sostituirla con un’altra arteria umana. Questa è la prima volta al mondo per un tumore del polmone, un’operazione con caratteristiche completamente diverse dagli interventi di cardiochirurgia”, ha dichiarato.

La differenza, ha precisato, consiste nella perdita dei normali riferimenti anatomici dovuta alla distorsione tissutale provocata dal tumore. “Nel cancro del polmone l’infiltrazione è assolutamente imprevedibile. Nei trapianti cardiochirurgici si sostituiscono organi malati ma anatomicamente normali, mentre qui l’anatomia era completamente stravolta. Per questo nessuno lo aveva mai realizzato al mondo, perché nessuno aveva immaginato che fosse possibile”.

L’équipe ha condotto l’intervento in circolazione extracorporea per controllare il flusso ematico durante la resezione e le anastomosi. Dopo la pneumonectomia sinistra, i chirurghi hanno asportato il tronco dell’arteria polmonare fino alla biforcazione. Hanno poi ricostruito il vaso con un innesto arterioso omologo lungo circa cinque centimetri, compatibile per calibro e lunghezza. Infine, hanno ristabilito il flusso tra il ventricolo destro e l’arteria polmonare destra, garantendo una corretta perfusione del polmone residuo.

Il ricorso a un condotto biologico umano ha permesso di evitare l’uso di protesi sintetiche, che in questo distretto comportano elevato rischio di trombosi e di disfunzione meccanica. L’intervento, durato circa quattro ore e mezza, si è concluso con esito favorevole e senza complicazioni intraoperatorie.

Il paziente non necessita di terapia immunosoppressiva poiché l’innesto non comporta rigetto immunologico, e non è indicato neppure terapia anticoagulante grazie alla perfetta biocompatibilità del tessuto vascolare impiantato.

A due mesi dall’intervento, il decorso post-operatorio risulta regolare e la funzione respiratoria è soddisfacente, con flusso arterioso conservato e nessuna evidenza di recidiva locale alla rivalutazione radiologica.

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