Per mesi il sistema della dialisi in Sicilia è rimasto sull’orlo del collasso, stretto tra l’aumento dei costi di gestione, il blocco del budget regionale e l’impossibilità di rispondere efficacemente al crescente numero di pazienti cronici: oltre 4.000 in tutta l’Isola. A pagarne il prezzo, come spesso accade, sono stati i pazienti più fragili e i territori periferici, dove i centri di dialisi rappresentano spesso l’unico presidio sanitario continuativo.
Dopo sei mesi di trattative segnate da tensioni e malumori, la situazione si sblocca grazie all’intervento diretto dell’assessore alla Salute Daniela Faraoni, che ha riaperto il confronto con le associazioni di categoria e ha firmato il decreto che definisce l’accordo sul budget 2024, con effetto retroattivo dal 1° gennaio. L’intesa prevede un incremento del 50% sulle prestazioni di qualità più alta, accogliendo la richiesta minima avanzata dalle associazioni Ads, Ascea, Adip e Arcade.
“Siamo soddisfatti per l’ascolto e la sensibilità dimostrata – commentano le associazioni – si riconosce finalmente il ruolo strategico dei centri dialisi, spesso unico punto di riferimento nei piccoli comuni”.
L’incontro ha visto anche la partecipazione dei dirigenti del Dipartimento pianificazione strategica, Salvatore Iacolino e Francesco Paolo La Placa, e del servizio economico-finanziario dell’assessorato, con Paola Priola.
Oltre all’accordo economico, Faraoni ha espresso l’intenzione di coinvolgere i centri nel nuovo piano regionale di prevenzione dei rischi sanitari, aprendo di fatto a una maggiore integrazione territoriale. Le associazioni auspicano che entro il gennaio 2026, con l’uscita della Regione dal piano di rientro, si possano finalmente liberalizzare le prestazioni dialitiche ad alta qualità e tutte le attività aggiuntive previste a livello nazionale.
Un cambio di passo che, secondo il presidente dell’Ads Giuseppe Verde: “Deve rappresentare l’avvio di una nuova stagione in cui prevenzione, qualità e accesso siano al centro della programmazione sanitaria per i pazienti nefropatici siciliani”.








