Più sicurezza anche nei piccoli centri, dove la distanza da un ospedale o da una postazione di emergenza può rendere ancora più importante la rapidità del primo intervento. La Regione Siciliana si prepara a consegnare 202 defibrillatori ai Comuni con popolazione fino a 5 mila abitanti. I dispositivi sono già disponibili e il prossimo passaggio porterà i sindaci all’Assessorato regionale della Salute per avviare la distribuzione sul territorio. La prima consegna è prevista entro il mese di settembre, dando così il via a un percorso che proseguirà per bacini territoriali e coinvolgerà le quattro Centrali operative del 118.
Il dato nazionale aiuta a comprendere il peso dell’intervento. Ogni anno in Italia circa 60 mila persone perdono la vita per arresto cardiaco improvviso, secondo quanto ricordato dalla Società Italiana Sistema 118 durante la presentazione delle nuove linee guida nazionali sulla rianimazione cardiopolmonare, ospitata a gennaio dal Ministero della Salute. L’arresto cardiaco rappresenta un’emergenza tempo dipendente. Una rianimazione cardiopolmonare immediata e l’impiego precoce di un defibrillatore possono aumentare le possibilità di sopravvivenza, rendendo particolarmente importante la disponibilità dei dispositivi nei luoghi dove trascorrono i primi minuti in attesa dell’arrivo dei soccorsi.
La misura
L’intervento parte dall’articolo 19 della legge regionale 30 gennaio 2025, numero 3, che ha autorizzato una spesa di 200 mila euro per acquistare un defibrillatore da destinare a ciascun Comune siciliano con una popolazione fino a 5 mila abitanti. Il Dipartimento regionale per la Pianificazione Strategica ha seguito il procedimento attraverso il Servizio 6 Urgenza emergenza sanitaria, Isole minori e aree disagiate. Nel dicembre 2025 il Dipartimento ha definito l’acquisto di 202 defibrillatori semiautomatici, con una base d’asta di 163.934 euro oltre Iva.
Alla procedura hanno partecipato dieci operatori economici e l’amministrazione ha aggiudicato la fornitura per 136.350 euro oltre Iva. Il successivo decreto del 22 giugno 2026 ha disposto la liquidazione della fornitura.
Le consegne
La platea è stata definita sulla base dei dati Istat più recenti disponibili al momento della programmazione, risalenti al 2021. Nell’Agrigentino i Comuni interessati sono 21, nel Catanese 15, nel Nisseno 12, nell’Ennese 7, mentre il dato più alto riguarda la provincia di Messina con 86. Seguono Palermo con 47, Ragusa con 2, Siracusa con 5 e Trapani con 7. Se nel frattempo altri Comuni sono scesi sotto la soglia dei 5 mila abitanti, la Regione ha precisato che si tratta di variazioni successive rispetto al riferimento utilizzato per questa fornitura e che potranno essere valutati ulteriori interventi per i centri rimasti fuori.
La distribuzione seguirà l’organizzazione territoriale del 118. I sindaci verranno convocati per gruppi territoriali e agli incontri prenderanno parte anche i riferimenti delle strutture competenti. Per il bacino Palermo Trapani il riferimento è Fabio Genco, per Caltanissetta Agrigento Enna Giuseppe Misuraca, per Catania Ragusa Siracusa Isabella Bartoli, mentre per Messina il riferimento è Domenico Runci.
La scelta di procedere per bacini non risponde soltanto a un’esigenza organizzativa. Serve anche a collegare i Comuni direttamente con la Centrale operativa che gestisce le emergenze nel loro territorio. Gli apparecchi dovranno entrare nel sistema informativo utilizzato dalle Centrali operative, così che il 118 possa conoscere la presenza e la collocazione dei dispositivi disponibili e avere un riferimento in più nella gestione dei primi minuti dell’emergenza, mentre coordina l’invio dei mezzi di soccorso.
Con la consegna i defibrillatori diventeranno di proprietà dei Comuni destinatari. La Regione fornirà anche le indicazioni necessarie per la manutenzione e per gli adempimenti collegati alla registrazione dei dispositivi, mentre la gestione successiva resterà in capo alle amministrazioni locali. Da quel momento spetterà ai Comuni garantirne nel tempo la corretta gestione, mantenerli efficienti e fare in modo che restino realmente disponibili per la popolazione.








