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Morte cardiaca improvvisa, Amato: “Sensibilizzare al soccorso”

martedì 13 Dicembre - 2022 | di Giorgia Görner Enrile | Categorie: Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Palermo, Salute

“Manca una cultura del soccorso generalizzata, al di fuori dell’ambiente sanitario. Sensibilizzare la popolazione sarebbe un investimento di salute. E’ dovere di tutti imparare a non essere semplici spettatori quando serve”. A dichiararlo è il presidente dell’Omceo di Palermo Toti Amato, consigliere della Fnomceo, in merito alla morte cardiaca improvvisa.

Un fenomeno inaspettato che si verifica entro un’ora dall’insorgenza dei sintomi a causa di difetti congeniti e malattie genetiche che potrebbero essere riconosciuti con un semplice elettrocardiogramma.

Ogni anno in Italia, difatti, sono 60mila le persone che muoiono inaspettatamente per arresto cardiaco: 1000 sotto i 35 anni, 400mila vittime in Europa e 4,5 milioni nel mondo.

La percentuale di sopravvivenza di chi è in arresto cardiaco è dell’8% e purtroppo la stima degli interventi di chi assiste a infarti è solo del 58%, ma solo il 28% interviene con la giusta manovra.

Il presidente ha aggiunto che: “Screening, defibrillatore e rapidità di soccorso sono le tre risorse salvavita ma serve una maggiore sensibilizzazione e una formazione sul primo soccorso più massiccia ed estesa a tutti i cittadini”.

“Sapere come attivare il sistema di emergenza, come ritardare i danni per la mancata ossigenazione cerebrale con una rianimazione cardio-polmonare efficace e come utilizzare in maniera corretta un defibrillatore semiautomatico potrebbe salvare moltissime vite” ha sottolineato Giuseppe Di Sclafani, responsabile nazionale per la formazione Amfe (l’associazione medici di famiglia per l’emergenza).

La rapidità di una corretta manovra e l’utilizzo del defibrillatore possono fare la differenza, aumentando in modo significativo le probabilità che un soggetto possa continuare a vivere senza danni neurologici gravi, e raddoppiare la possibilità che si salvi. Parliamo di 12-15mila vittime in meno ogni anno”, prosegue .

L’ordine dei medici, su questo fronte, è impegnato dal 2016, aumentando i corsi Blsd e lavorando soprattutto nelle scuole per insegnare ai ragazzi, già dai banchi di scuola, che si può salvare una vita grazie a semplici manovre. Solo nel 2022 l’Omceo ha erogato 144 ore di lezioni, formando, 330 discenti, tra sanitari e laici, diventati oggi esecutori Blsd-Basic Life Support Defibrillation.

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