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Lombalgia: in Sicilia arrivano le linee guida per la corretta gestione del paziente

mercoledì 7 Febbraio - 2024 | di Anna Boccia | Categorie: ECM&EVENTI, Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Palermo

La lombalgia, secondo quanto svelato dall’OMS, è la principale causa di disabilità a livello globale. Per le persone che soffrono di questa condizione ci sono degli impatti diretti sulla partecipazione alle attività familiari, sociali e lavorative, i quali possono influire negativamente sulla salute mentale e comportare costi sostanziali per famiglie, comunità e sistemi sanitari.

In un’ottica d’approccio integrato all’assistenza di pazienti cronici, socialmente fragili e tendenti alla disabilità, i medici di medicina generale svolgono un ruolo di primo piano e dalla Sicilia prende il via un nuovo approccio grazie alla definizione di un modello con le linee d’indirizzo per la diagnosi e la gestione del paziente con lombalgia.

L’obiettivo è quello di consentire ai cittadini siciliani di accedere a percorsi assistenziali omogenei e validati dal punto di vista scientifico” dichiara Luigi Galvano, segretario della Fimmg Sicilia.

La Sicilia mette in campo un modello per la corretta gestione del paziente con lombalgia, basato sul ruolo centrale dei medici di medicina generale (MMG) e della medicina territoriale. La lombalgia, come svelato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), è la prima causa di disabilità a livello mondiale: nel 2020 circa una persona su 13, circa 619 milioni di persone, soffriva di lombalgia cronica, con un aumento del 60% rispetto al 1990 e si prevede che i casi aumenteranno fino a colpire 843 milioni di persone entro il 2050 (+36,2%). Inoltre, secondo alcune stime, oltre il 70% della popolazione mondiale è destinata a soffrire di almeno un episodio di lombalgia nel corso della vita. L’impatto personale e sulla comunità, oltre ai costi associati alla lombalgia cronica, sono particolarmente elevati per le persone e la società. La lombalgia, spesso associata a comorbidità, viene generalmente gestita, in un’ottica multidisciplinare, da MMG e specialisti di diversi ambiti, tra cui neurochirurghi e ortopedici, terapisti del dolore, fisiatri, reumatologi, fisioterapisti e la terapia tradizionale si basa sul controllo del dolore, in modo da rendere la sintomatologia meno problematica e ridurre la disabilità correlata. Pertanto, l’identificazione del livello di gravità della patologia del paziente e la formalizzazione delle linee guida d’indirizzo risultano cruciali per una corretta presa in carico da parte della medicina territoriale, favorendo la diagnosi precoce, l’appropriatezza prescrittiva e la personalizzazione del trattamento con un miglioramento della qualità di vita del paziente.

Ma quali sono le principali terapie per il trattamento della lombalgia aspecifica? Diverse linee guida [Cartabellotta A, Evidence 2017] raccomandano la prescrizione sia di terapie farmacologiche che non. Per quanto riguarda le prime, come stabilito anche dalle indicazioni dell’OMS, sono il paracetamolo e i FANS tradizionali i farmaci più impiegati al fine di controllare il dolore disabilitante della patologia. La prescrizione dei FANS tradizionali per la cura della lombalgia aspecifica ha subito, nel corso degli ultimi anni, una crescita notevole e ciò, visti anche i numerosi effetti collaterali di tipo gastrointestinale, renale e cardiovascolare che possono provocare, porta a ritenere che vada riconsiderata la loro reale efficacia nel trattamento del dolore acuto causato dalla lombalgia come dimostrato anche da uno studio pubblicato sulla rivista Science Translational Medicine, secondo cui i pazienti con lombalgia che assumevano farmaci antinfiammatori come i FANS avevano un rischio più elevato di soffrire di un dolore persistente e cronico. Le terapie non farmacologiche, invece, si basano su diversi approcci quali: terapia cognitivo-comportamentale con educazione al paziente, programmi di esercizio fisico, terapia riabilitativa e terapie fisiche.

La Sicilia è tra le prime regioni italiane ad aver definito delle linee guida di indirizzo per la corretta gestione del paziente con lombalgia nel setting della medicina generale, monitorando le buone prassi professionali e alcuni indicatori specifici (demografia, condizione clinica, visita clinica, cure precedenti, approfondimenti diagnostici, trattamento prescritto, terapia fisica e supportiva) attraverso la compilazione da parte dei medici di medicina generale di questionari dedicati, implementati mediante una piattaforma informatica.

La Sicilia è tra le prime regioni italiane ad aver definito delle linee guida di indirizzo per la corretta gestione del paziente con lombalgia nel setting della medicina generale, monitorando le buone prassi professionali e alcuni indicatori specifici (demografia, condizione clinica, visita clinica, cure precedenti, approfondimenti diagnostici, trattamento prescritto, terapia fisica e supportiva) attraverso la compilazione da parte dei medici di medicina generale di questionari dedicati, implementati mediante una piattaforma informatica.

La lombalgia costituisce una condizione disabilitante che colpisce entrambi i sessi, può manifestarsi a tutte le età in circa l’80% della popolazione e riconosce una incidenza più elevata in epoca lavorativa – spiega Luigi Galvano, segretario della FIMMG Sicilia –. È una delle cause più frequenti di accesso diretto allo studio del MMG, dal momento che quest’ultimo è quasi sempre il primo sanitario che inizia il percorso assistenziale del paziente lombalgico e rappresenta un problema di salute con un notevole impatto socio-economico in termini di giornate di lavoro perse e di costi sanitari. La lombalgia aspecifica ha una prevalenza del 29% in medicina generale, seconda solo all’ipertensione arteriosa. Eppure assistiamo ad una estrema variabilità prescrittiva sia per le terapie che la durata delle stesse che per le indagini diagnostiche. In genere l’estrema variabilità è espressione di bassa appropriatezza. Pertanto – conclude Galvano – Fimmg e Nusa Servizi hanno dato il via, attraverso la redazione di Linee di Indirizzo per la corretta gestione del paziente con lombalgia aspecifica, elaborate dal confronto dei MMG e degli Specialisti, alla costruzione di un modello che può rappresentare la base per l’istituzione di un Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) regionale che consenta a tutti i cittadini di beneficiare di percorsi assistenziali omogenei e validati dal punto di vista scientifico”.

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