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“Sa­ni­tà e be­nes­se­re del cit­ta­di­no”: a Palermo meeting sul ruo­lo del­le isti­tu­zio­ni

martedì 8 Novembre - 2022 | di Anna Boccia | Categorie: News ed eventi

Alla luce di un profondo cambiamento della sanità pubblica e delle ricadute sociali e assistenziali dell’esperienza pandemica con le sue ricadute sociali e assistenziali, l’Associazione delle mogli dei medici italiani (Ammi) della sezione Palermo ha promosso un meeting dedicato alla sanità e al benessere del cittadino, che si è svolto a Villa Magnisi, sede dell’Ordine dei medici provinciale.

L’obiettivo, ha detto il presidente dell’Ammi-Palermo Flaviana Prestana,  è “chiarire il ruolo delle istituzioni  nel processo di ricostruzione di una sanità pubblica capace di erogare servizi assistenziali equi e benessere sociale” così come è stato indicato dall’Organizzazione mondiale della sanità nel lontano 1948, quando definì la salute come uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, invitando i governi a mettere in atto politiche adeguate in grado di assicurare ai cittadini un alto livello di benessere. A partire dal contributo dell’istituzione ordinistica, le attività messe in campo dalla Regione siciliana e il ruolo delle associazioni di volontariato a supporto del sistema sanitario regionale e nazionale.

“L’Oms ha introdotto un nuovo concetto di salute che supera la sopravvivenza fisica o l’assenza di malattia, coinvolgendo anche gli aspetti psicologici, economici, sociali e culturali della persona – ha detto il presidente dell’Omceo Toti Amato, consigliere della Fnomceo -. Un concetto di salute visto non più come un bene individuale, ma un bene collettivo, il cui valore è altissimo e tutti ne siamo responsabili: il medico con le sue buone pratiche, l’istituzione ordinistica come garante del suo operato, il cittadino con il rispetto delle regole e comportamenti virtuosi, gli amministratori locali con politiche capaci di assicurare il diritto alla salute e l’equità dell’accesso alle cure“.

La sfida oggi è l’integrazione di saperi e competenze per raggiungere il più alto grado di benessere.

L’assunto è “Prevenzione significa promozione della salute” ha detto la dirigente dell’Ufficio speciale della Comunicazione per la Salute dell’assessorato regionale al ramo, illustrando le tante campagne realizzate.

“Un’attività iniziata nel 2018 – ha proseguito – grazie al lavoro di una task force creata dal servizio 5 del Dasoe per il Piano regionale di prevenzione, che ha trovato in tempi di pandemia una sua autonomia con l’istituzione dell’Ufficio speciale per avvicinare i cittadini alle istituzioni, uniformare la comunicazione istituzionale e mettere un freno al dilagare delle fake news. Oggi la Regione punta ad un approccio “One Health” che abbraccia oltre alla salute umana, anche quella animale e ambientale, una relazione che il covid ha mostrato palesemente”.

Al convegno, affidato alla responsabilità scientifica di Giovanni Imburgia, sono intervenuti, tra gli altri, il deputato regionale Alessandro Aricò, il dirigente del dipartimento attività sanitarie e osservatorio epidemiologico (Dasoe) Mario La Rocca, il presidente nazionale Ammi Michela D’Errico, la coordinatrice regionale dell’Associazione no profit Silvana Giudice, il responsabile nazionale alle pubbliche relazioni del Corpo italiano di soccorso dell’Ordine di Malta (Cisom) Nicola Armonium, il direttore dell’Uoc di Malattie infettive dell’Arnas Civico di Palermo Chiara Iarìa, il docente di filosofia e saggista Augusto Cavadi e la neuropsichiatra Marinella Ruggeri autrice del libro “Il long covid”.

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