“Verificheremo con attenzione la denuncia di alcuni organi di stampa sull’eventuale presenza di personale, riconducibile a contesti mafiosi, assunto nell’azienda che si occupa delle pulizie nell’ospedale Cervello di Palermo”. Lo afferma l’assessore regionale alla Salute Marcello Caruso, annunciando approfondimenti sulla gestione del servizio e sulle procedure seguite per il personale impiegato all’interno della struttura.
La Regione vuole accertare se siano stati rispettati tutti i criteri previsti per garantire trasparenza e impermeabilità rispetto a possibili infiltrazioni mafiose. Le verifiche saranno condotte in collaborazione con l’Azienda ospedaliera Ospedali Riuniti Villa Sofia-Cervello e dovranno ricostruire i passaggi relativi alla gestione del servizio e agli inserimenti del personale.
La vicenda riguarda il servizio di pulizia dell’ospedale Cervello e nasce dalle segnalazioni sulla presenza, tra i dipendenti della società incaricata, di persone che avrebbero legami familiari con soggetti coinvolti in vicende di mafia. Le informazioni emerse nelle ultime ore hanno quindi portato l’assessorato regionale alla Salute ad annunciare un approfondimento specifico.
Si tratta, allo stato, di circostanze che devono essere verificate. L’esistenza di un rapporto di parentela non rappresenta, da sola, un elemento sufficiente per attribuire responsabilità o contiguità mafiose. Gli accertamenti dovranno piuttosto chiarire quali controlli siano stati effettuati, come siano avvenuti gli inserimenti e se lungo la gestione dell’appalto siano emersi elementi meritevoli di ulteriori approfondimenti.
Il servizio di pulizia di Villa Sofia-Cervello è affidato a Rekeep spa. L’assegnazione alla società del lotto 7, relativo agli Ospedali Riuniti Villa Sofia-Cervello, risulta anche dal decreto regionale del 29 gennaio 2026 con cui è stata definita l’aggiudicazione della gara centralizzata per i servizi di pulizia delle aziende sanitarie siciliane.
La questione si sposta adesso sul piano delle verifiche amministrative e dei controlli collegati alla gestione della commessa. L’assessorato dovrà approfondire, insieme all’Azienda ospedaliera, se tutti i passaggi previsti siano stati rispettati e se il sistema dei controlli abbia funzionato correttamente.
Il punto indicato da Caruso riguarda quindi non soltanto le singole posizioni segnalate, ma più in generale la capacità delle procedure adottate di garantire che un servizio svolto all’interno di una struttura sanitaria pubblica resti al riparo da eventuali condizionamenti criminali.
Gli approfondimenti annunciati dovranno adesso stabilire se vi siano elementi concreti sui quali intervenire o se le verifiche consentiranno di escludere criticità nella gestione del servizio. Al momento non risultano conclusioni ufficiali né accertamenti che consentano di attribuire responsabilità ai lavoratori interessati.
“La legalità è uno dei principi cardine del governo Schifani e in quest’ottica faremo gli opportuni approfondimenti, in collaborazione con l’azienda ospedaliera, per capire se siano stati rispettati tutti i criteri che garantiscono trasparenza e impermeabilità alle infiltrazioni mafiose”, conclude Caruso.








