Un’équipe multidisciplinare composta dai ginecologi dell’Uoc di Ginecologia e Ostetricia dell’Arnas “Civico Di Cristina Benfratelli” di Palermo, diretta dal prof. Antonio Maiorana, e dell’Uoc di Ginecologia Oncologica, responsabile facente funzioni il dott. Antonino Abbate, insieme ai cardiochirurghi dell’Ismett, ha portato a termine con successo un intervento chirurgico altamente complesso per la rimozione di una leiomiomatosi intravascolare.
Si tratta di una patologia rarissima, una forma anomala di fibroma uterino con potenziale di malignità incerto, che si sviluppa all’interno del sistema venoso. Nel caso specifico, la formazione ha avuto origine nell’utero ed è cresciuta invadendo il sistema venoso pelvico, risalendo fino alla vena cava inferiore e arrivando a interessare direttamente il cuore, con una massa visibile nell’atrio e nel ventricolo destro.
L’intervento
L’estensione sistemica della lesione, unita alla sua localizzazione intracardiaca, ha reso l’intervento eccezionalmente complesso e ha richiesto una sinergia operativa ad altissima specializzazione tra ginecologi e cardiochirurghi. La gestione coordinata di un quadro clinico così delicato è indice della maturità chirurgica e organizzativa raggiunta dalle strutture coinvolte.
Elemento di particolare rilievo è stato l’impiego della tecnica LEER (Laterally Extended Endopelvic Resection), solitamente riservata ai tumori ginecologici maligni resistenti a trattamenti convenzionali. In questo caso, invece, la procedura è stata applicata per la prima volta in Sicilia (e tra i pochissimi casi in letteratura internazionale) per rimuovere una formazione endovascolare uterina con sviluppo sistemico, confermando la valenza innovativa dell’intervento.
L’operazione è consistita, dal punto di vista ginecologico, nell’asportazione in blocco di utero e ovaie, con resezione laterale della fascia endopelvica contenente il plesso venoso iliaco interno, fino alla confluenza con la vena iliaca comune.
In parallelo, i cardiochirurghi hanno rimosso la componente intracardiaca del tumore attraverso una piccola incisione nell’atrio destro, senza arrestare il cuore. Questa scelta ha permesso di minimizzare i rischi operatori, mantenendo in sicurezza la paziente.
Il decorso post-operatorio è stato regolare e privo di complicanze. La paziente, oggi in buone condizioni generali, sarà sottoposta a follow-up clinici periodici presso entrambe le strutture.








