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Misure anti-tabacco, a che punto è l’Italia?

martedì 1 Agosto - 2023 | di Giorgia Görner Enrile | Categorie: News ed eventi
fumo

Negli ultimi 15 anni, nel mondo, sono stati compiuti progressi nella lotta contro il tabacco, ma non basta.

L’Oms ha evidenziato che solo quattro paesi, ovvero Brasile, Turchia, Mauritius e Paesi Bassi, hanno adottato tutte le misure anti-tabacco raccomandate. Secondo il report il tasso di fumatori è sceso dal 22,8% nel 2007 al 17% nel 2021.

Significa che 5,6 miliardi di persone, ovvero il 71% della popolazione mondiale, sono ora protette da almeno una misura di controllo del fumo, 5 volte di più rispetto al 2007.

L’Oms, difatti, ha istituito il programma MPower nel 2008 per aiutare i paesi a ridurre la domanda di tabacco incentrato su alcuni punti cardine: proteggere la popolazione dal fumo di tabacco, aumentare le tasse, monitorare il consumo, offrire aiuto a chi vuole smettere, mettere in guardia dei pericoli e far rispettare il divieto di pubblicità del tabacco.

La situazione

Ogni anno, circa 8,7 milioni di persone muoiono in tutto il mondo per malattie legate al tabacco e 1,3 milioni sono vittime del fumo passivo. Quasi il 40% dei paesi ora prevede luoghi pubblici chiusi completamente privi di fumo e 25 paesi hanno reso illegale fumare in un’auto che trasporta bambini.

Tuttavia, 2,3 miliardi di persone in 44 paesi non sono ancora protette da nessuna delle misure raccomandate dall’Oms. 53 Stati non hanno ancora imposto un divieto totale di fumo nelle strutture sanitarie.

In Italia

Secondo il Rapporto dell’Oms, nel Bel Paese, fuma il 20,5% della popolazione sopra i 15 anni (10,5 milioni di persone, il 25,1% degli uomini e il 16,3% delle donne). Dopo il Covid, è aumentata anche la media del numero delle sigarette fumate: dalle 12 alle 20 al giorno.

A vent’anni dalla legge Sirchia c’è stata una trasformazione culturale e un effetto positivo in termini di salute pubblica, anche se resta molto da fare.

Il Ministro Schillaci aveva parlato una nuova stretta antifumo. Il divieto, secondo il testo dell’audizione, riguarda i luoghi all’aperto “in presenza di minori e donne in gravidanza”, oltre a eliminare “la possibilità di attrezzare sale fumatori in locali chiusi”. I divieti, dovrebbero essere estesi anche “alle emissioni dei nuovi prodotti non da fumo” come sigarette elettroniche e prodotti a tabacco riscaldato. Da marzo 2023, però, non si è saputo più niente.

Forse Girolamo Sirchia, ex ministro della Salute padre della legge che porta il suo nome, aveva previsto “l’insabbiamento” sottolineando che: “è facile prevedere resistenze e opposizioni. Mi auguro che il ministro Schillaci possa andare avanti e, anzi, lo spero”.

Intanto Michael R. Bloomberg, ambasciatore globale dell’Oms per le malattie non trasmissibili evidenzia che: Attuando politiche intelligenti saremo in grado di salvare milioni di vite in più”.

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