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Miastenia grave: al Policlinico di Messina terapie innovative contro le forme più resistenti

giovedì 21 Settembre - 2023 | di Giorgia Görner Enrile | Categorie: News ed eventi

Nuove speranze per i pazienti affetti da miastenia grave grazie a delle terapie innovative.

La miastenia è una patologia che deriva da un malfunzionamento del sistema immunitario. Può manifestarsi a qualsiasi età, con maggiore incidenza nella popolazione femminile tra i 20 e 30 anni e negli uomini dopo i 50 anni.

I sintomi sono fatica e debolezza muscolare con interessamento della muscolatura oculare, degli arti, dei muscoli della deglutizione, della fonazione e, in alcuni casi, anche della respirazione.

Alcune forme della patologia sono particolarmente resistenti alle terapie tradizionali come quella cortisonica a dosi elevate e con diversi immunosoppressori. Oggi, però, vi sono nuovi anticorpi monoclonali che riescono a colpire direttamente l’anomalia presente nel sistema immunitario che innesca la malattia.

Policlinico Messina

L’UOC di Neurologia e Malattie Neuromuscolari dell’AOU “G. Martino” di Messina, diretta dal professore Carmelo Rodolico, è uno dei pochi centri in Italia a somministrare alcuni di questi farmaci. Il nosocomio segue circa 800 pazienti che ogni giorno convivono con la miastenia. In media ogni anno vengono eseguite 40 nuove diagnosi e oltre 3000 visite di follow-up.

Nel corso degli ultimi anni – spiega Rodolico – sono state identificate terapie che funzionano bene soprattutto nei soggetti in cui gli approcci più classici sembrano non essere responsivi.  La possibilità di trattamento con questi farmaci, sottoposti ad obbligo di compilazione di registri di monitoraggio AIFA, è riservata in atto a poche strutture in Europa, con comprovata esperienza nel settore. Da poco inoltre, con un percorso più tempestivo – EAP (early access program) – è possibile contare anche su un nuovo farmaco a somministrazione sottocutanea.

Il Policlinico, al momento, ha sei pazienti  colpiti da forme refrattarie di miastenia, Questi hanno usufruito dei nuovi trattamenti registrando una regressione completa dei sintomi neuromuscolari. La previsione è di poter arruolare altri otto-dieci pazienti nell’arco del prossimo anno.

 

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