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Lombalgia, troppi esami e farmaci: in Sicilia arrivano le linee guida per la corretta gestione del paziente CLICCA PER IL VIDEO

sabato 10 Febbraio - 2024 | di Giorgia Görner Enrile | Categorie: News ed eventi, Video

In Sicilia nel 2023 sono stati emessi circa 200mila certificati di malattia con diagnosi di lombalgia. In media questi certificati hanno una prognosi di almeno 3-5 giorni si comprende bene l’enorme numero di giornate lavorative perse a causa di questa patologia”.

A dichiararlo è Giovanni Merlino, vicepresidente dell’Ordine dei Medici di Palermo alla presentazione delle linee d’indirizzo per la diagnosi e la gestione del paziente con lombalgia per la Sicilia.

La patologia ed il ruolo del medico di base

“La lombalgia, secondo quanto svelato dall’Oms, è la principale causa di disabilità a livello globale. Chi soffre di questa condizione ci sono degli impatti diretti sulla partecipazione alle attività familiari, sociali e lavorative, i quali possono influire negativamente sulla salute mentale e comportare costi sostanziali per famiglie, comunità e sistemi sanitari – spiega Luigi Galvano, segretario provinciale Fimmg Palermo -. Inoltre si prescivono troppe visite specialistiche e farmaci che incidono sullo stato di salute ed economico dei pazienti. Proprio per questo, con gli specialisti del settore, abbiamo messo in campo un modello per la corretta gestione del paziente con lombalgia, basato sul ruolo centrale dei medici di medicina generale e della medicina territoriale. Essere medico significa avere le competenze adeguate a fornire risposte, motivare, interpretare i bisogni”.

“Un approccio multidisciplinare è decisivo per poter affrontare al meglio il percorso di diagnosi e cura della lombalgia. Diverse linee guida raccomandano la prescrizione sia di terapie farmacologiche che non. – aggiunge Francesco Salamone, vice segretario provinciale Fimmg Palermo -. Il compito del medico oltre che quello d’informare sulla diagnosi e sulla terapia, è soprattutto quello di comunicare con chi si trova nella condizione di malato, e unisce al disagio della patologia, quello dell’accettazione della stessa. Questa considerazione è valida per tutte le patologie ma lo è ancora di più nei pazienti affetti da una condizione di cronicità quale spesso è la lombalgia aspecifica. Questo modello la quindi la funzione d’accompagnamento e supporto alla promozione e al mantenimento del benessere rendendo il paziente parte attiva nel percorso che lo vede protagonista, con la migliore appropriatezza prescrittiva”.

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