Fare chiarezza sui volumi più recenti delle interruzioni volontarie di gravidanza, sul numero dei medici non obiettori realmente impegnati nel servizio e su eventuali periodi di riduzione o sospensione dell’attività. È l’approfondimento che il direttore generale dell’AOU Policlinico “Paolo Giaccone” di Palermo, Maria Grazia Furnari, ha chiesto alla Direzione sanitaria dopo le notizie diffuse negli ultimi giorni sull’attività IVG dell’ospedale e le successive dichiarazioni sull’organizzazione del servizio.
Il numero delle procedure, però, rappresenta soltanto una parte del quadro. Per comprendere l’attività effettivamente svolta occorre verificare anche con quanti professionisti non obiettori abbia lavorato la struttura, quale sia stato il loro carico complessivo e quanto tempo abbiano potuto dedicare alle IVG insieme alle altre attività assistenziali dell’unità. Quando il servizio ricade su pochi medici, infatti, anche i volumi possono risentire delle risorse disponibili. Al momento, però, non è possibile stabilire se e quanto questo abbia inciso sul Policlinico. È uno degli aspetti che dovrà chiarire proprio l’approfondimento disposto dalla Direzione generale.
“Su una materia così delicata è dovere dell’Azienda fare chiarezza attraverso dati precisi e completi. Il confronto tra dichiarazioni e ricostruzioni diverse deve trovare riscontro in una verifica puntuale dell’attività e dell’organizzazione del servizio”, afferma Furnari.
Personale e attività
La verifica riguarderà l’andamento dell’attività nel periodo più recente, l’organizzazione assistenziale e il personale medico non obiettore effettivamente impegnato. La Direzione generale ha chiesto anche di ricostruire eventuali periodi nei quali il servizio abbia registrato una riduzione o una sospensione, le ragioni che le hanno determinate e le possibili conseguenze sull’accesso delle pazienti al percorso previsto dalla legge.
La FP Cgil dell’AOUP di Palermo ha chiesto i report sull’attività IVG svolta dal 1° gennaio al 30 settembre 2026, richiamando una precedente segnalazione sulle carenze di organico nell’UOC di Ostetricia e Ginecologia. In quella nota il sindacato aveva indicato otto medici in servizio attivo rispetto ai tredici previsti, chiedendo l’ingresso urgente di almeno cinque unità e segnalando che, fino al rafforzamento dell’organico, anche l’attività IVG avrebbe potuto subire tagli o rimodulazioni. Due nuovi medici sono poi entrati nel corso dell’estate, uno dal 1° luglio e uno in ambito universitario dal 1° agosto, con attività assistenziale dal 16 settembre.
La FP Cgil chiede ora un quadro mensile su numero e tipologia delle IVG, pazienti prese in carico, tempi di attesa, eventuali sospensioni o cancellazioni e personale realmente impiegato nel servizio, distinguendo tra organico complessivo, medici non obiettori e professionisti effettivamente coinvolti. Il sindacato chiede inoltre di conoscere le misure adottate per fronteggiare le carenze e un riscontro scritto entro sette giorni.
La rete metropolitana
Anche Furnari porta il ragionamento oltre i confini dell’AOU e indica la necessità di leggere l’offerta delle IVG dentro una programmazione più ampia, che coinvolga le diverse strutture sanitarie e ospedaliere dell’area palermitana.
“Allo stesso tempo ritengo che il tema debba essere affrontato secondo una logica di sistema e di programmazione di area metropolitana, anche attraverso una distribuzione dei volumi coerente con le mission delle diverse Aziende sanitarie e ospedaliere. L’obiettivo deve essere quello di assicurare alle donne di Palermo una visione chiara, trasparente e completa dell’offerta assistenziale disponibile, senza esclusioni e senza che differenze organizzative tra le diverse strutture possano tradursi in ostacoli all’accesso al percorso previsto dalla normativa”, prosegue il direttore generale.
L’approfondimento interno dovrà quindi restituire una fotografia aggiornata non soltanto del numero delle procedure, ma anche delle condizioni nelle quali il servizio ha operato. Solo dopo aver acquisito questi elementi l’Azienda potrà valutare il peso dell’organizzazione, degli organici e degli eventuali periodi di riduzione dell’attività sul numero delle IVG effettuate.
“Una volta acquisiti gli elementi richiesti alla Direzione sanitaria, l’Azienda ospedaliera universitaria potrà fornire un quadro puntuale dell’attività IVG svolta presso il Policlinico e, più in generale, contribuire a una valutazione complessiva dell’offerta presente nell’area metropolitana”, conclude Furnari.









