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Chirurgia robotica: al San Marco di Catania in “servizio” il nuovo robot Da Vinci

giovedì 8 Febbraio - 2024 | di Anna Boccia | Categorie: News ed eventi
L’Azienda Ospedaliero Universitaria Policlinico “G. Rodolico – San Marco” intende raggiungere con l’acquisizione del secondo robot Da Vinci.
Lo scopo è quello di incrementare il numero di interventi di chirurgia robotica acrescendo la qualità delle prestazioni sanitarie offerte soprattutto per i pazienti oncologici, potenziando la sicurezza e riducendo i rischi e i tempi di chirurgia mininvasiva.
Il nuovo apparecchio, gemello presente al Policlinico catanese, nell’ultima e più evoluta versione del modello XI, è in funzione da una settimana. L’unità operativa complessa di Urologia del San Marco, guidata da Salvatore Bartolotta,  ha già sottoposto diversi pazienti affetti da carcinoma alla prostata operati con successo di prostatectomia radicale.
Ogni intervento è stato eseguito in tempi brevissimi durante i quali la grande abilità ed esperienza del direttore Bartolotta e dell’équipe che lo ha assistito (il responsabile del Blocco Operatorio e anestesista Prospero Calabrese, gli urologi e il personale infermieristico) si sono giovate dei movimenti dei bracci del robot indubbiamente più rapidi e precisi rispetto a quelli manuali in un intervento tradizionale.
Il chirurgo, pur essendo fisicamente più distante dal campo operatorio, ha goduto di una postazione di comando più confortevole, seduto davanti alla consolle che gli ha fornito, oltre ai joystick per le mani, immagini del campo operatorio ingrandite, proiettate in 3D, ferme e ad altissima risoluzione.
Inoltre, gli strumenti endoscopici collegati ai bracci sono stati introdotti attraverso piccoli fori praticati ad inizio intervento come nelle comuni laparoscopie. La mininvasività delle incisioni di piccolissime dimensioni comporta il drastico ridimensionamento dei traumi dei tessuti, minore sanguinamento e minore necessità di trasfusioni, riduzione della degenza e del dolore post-operatorio, riduzione dei tempi di recupero con una veloce ripresa delle attività quotidiane.
“Oggi abbiamo dimesso un paziente operato due giorni fa –sottolinea il direttore Bartolotta-. Un fatto possibile con questo tipo di chirurgia, una sorta di laparoscopia robot-assistita in cui gli effetti collaterali dell’intervento sono molto limitati –spiega-. Ecco perché questo strumento è così importante, soprattutto nei pazienti oncologici”.
Alle operazioni robotiche di urologia si affiancheranno presto quelle di chirurgia generale e ginecologia. Gli operatori sanitari stanno già svolgendo il periodo di formazione e training previsto prima di accedere a questo tipo di attività allo scopo di affinare le tecniche e svolgere il lavoro al meglio, utilizzando ogni specifica funzione del robot per ottenere il massimo risultato da ogni singola performance.

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