Dai cedolini dei dirigenti medici e sanitari del Policlinico “Paolo Giaccone” non compare la voce relativa alla parte variabile della retribuzione di posizione. La mancata indicazione aggiunge un nuovo elemento alla vertenza sul trattamento economico già aperta dopo la deliberazione con cui l’Azienda ha sospeso il pagamento della componente da agosto a dicembre. Fp Cgil, Cimo-Fesmed e Anaao Assomed chiedono di chiarire come sia stata contabilizzata la componente e se vi siano ancora somme da corrispondere. Le organizzazioni sollecitano spiegazioni anche sui compensi per le attività aggiuntive, comprese le prestazioni finalizzate alla riduzione delle liste d’attesa, e confermano lo stato di agitazione.
La nota 42 del 21 agosto, indirizzata al direttore generale Maria Grazia Furnari e alla responsabile facente funzioni delle Risorse umane Silvia Salerno, rappresenta il secondo passaggio della vertenza avviata con la diffida del 17 agosto. Con la nota 41, i sindacati avevano contestato la deliberazione 784 del 12 agosto e chiesto all’Azienda di sospenderne gli effetti. La nuova comunicazione concentra invece l’attenzione sulle conseguenze riscontrate nei cedolini e sulle modalità con cui il provvedimento è stato applicato.
Nei documenti esaminati dai sindacati non compare una voce riconducibile alla parte variabile aziendale della retribuzione di posizione. Il Policlinico non aveva indicato un valore pari a zero. Ha sostenuto che le somme corrisposte fino a luglio coprissero l’intera annualità per gli incarichi attribuiti. Le sigle chiedono quindi di sapere se la componente sia stata assorbita in altre voci, riclassificata con un diverso codice stipendiale oppure rinviata e, in quest’ultimo caso, quali importi restino ancora da corrispondere.
Per ricostruire la situazione, Fp Cgil, Cimo-Fesmed e Anaao Assomed chiedono un prospetto suddiviso per tipologia e fascia d’incarico. Inoltre, vogliono conoscere il numero dei dirigenti interessati, il valore attribuito alle funzioni, l’importo annuale spettante, quanto già erogato e l’eventuale residuo. Contestano anche che il dato complessivo delle somme corrisposte possa dimostrare, da solo, che ogni dirigente abbia ricevuto l’intero importo annuale. Da qui la richiesta di una verifica individuale sui tredici ratei, con la formula utilizzata per il calcolo, i punti attribuiti, le decorrenze e le somme effettivamente versate. Prima di eventuali conguagli, secondo i sindacati, il Policlinico dovrebbe ricostruire ogni posizione e chiarire anche gli effetti fiscali e previdenziali.
Attività aggiuntive e liste d’attesa
L’esame dei cedolini ha portato le organizzazioni a intervenire anche sui compensi per le attività aggiuntive. Nei documenti controllati, secondo quanto riferiscono le tre sigle, non compaiono alcune competenze economiche attese per le prestazioni destinate all’abbattimento delle liste d’attesa, nonostante le precedenti indicazioni e gli impegni dell’Amministrazione.
I sindacati chiedono un rendiconto per ogni tipo di attività, con periodo di riferimento, ore convalidate, importi maturati e corrisposti, somme residue, fonte di finanziamento e tempi di pagamento. Vogliono inoltre sapere se l’Azienda abbia sospeso, differito, azzerato o riclassificato altre componenti accessorie del trattamento economico.
Intanto emerge una questione distinta che riguarda il personale amministrativo. Alcuni dipendenti riferiscono di non ricevere dal 2019 il trattamento economico collegato agli incarichi attribuiti. Avevano già segnalato il problema all’Azienda nell’ottobre 2025, senza ottenere risposta. Ora preparano una nuova diffida.
Il confronto con l’Azienda
I sindacati contestano anche le modalità con cui il Policlinico ha adottato il provvedimento. Secondo le tre sigle, l’Azienda avrebbe dovuto attivare prima gli istituti di informazione, confronto e contrattazione previsti dal contratto collettivo. La deliberazione interviene infatti sulla tabella degli incarichi e prevede una nuova determinazione del loro valore economico.
Resta inoltre aperta la questione del tavolo negoziale. I sindacati riferiscono di non avere ancora ricevuto una convocazione capace di superare le contestazioni sulla composizione della delegazione trattante. Sostengono inoltre che l’Azienda non abbia comunicato gli atti necessari a chiarirne la regolare costituzione. Su questo punto, le organizzazioni chiedono un riscontro completo e documentato entro dieci giorni. Allo stesso tempo, sollecitano la convocazione del tavolo entro quindici, dopo la consegna dei documenti economici e contabili necessari al confronto.
Fp Cgil, Cimo-Fesmed e Anaao Assomed confermano infine lo stato di agitazione della dirigenza medica e sanitaria e sollecitano l’avvio delle procedure di raffreddamento e conciliazione. Se il Policlinico non fornirà risposte, le tre sigle valuteranno ulteriori iniziative sindacali, istituzionali e giudiziarie, compreso il ricorso al Tribunale di Palermo per una possibile condotta antisindacale.
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