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Caruso: “Prevenzione e corretta informazione per difendere il Servizio sanitario”

venerdì 2 Ottobre - 2026 | di Giorgia Görner Enrile | Categorie: Lavoro

“Dobbiamo fare sistema, perché abbiamo gli strumenti per prevenire e dobbiamo riuscire a trasferire ai cittadini informazioni corrette e comprensibili”.

È il messaggio lanciato ieri, 1° ottobre 2026, dall’assessore regionale alla Salute Marcello Caruso durante il XVII Congresso regionale SIMIT Sicilia. Al centro del suo intervento il rapporto tra specialisti e medicina del territorio, il rafforzamento della prevenzione, l’appropriatezza nell’uso degli antibiotici e la necessità di contrastare quella disinformazione che, soprattutto sul fronte vaccinale, può alimentare diffidenza verso la scienza e il Servizio sanitario. Un richiamo al valore delle competenze e del lavoro condiviso che trova un ulteriore segnale nella nomina di Chiara Iaria, direttore dell’Unità operativa complessa di Malattie infettive e tropicali dell’ARNAS Civico di Palermo, a presidente regionale della Società italiana di malattie infettive e tropicali.

Fare sistema

“Abbiamo bisogno di fare squadra e di mettere insieme tutte le competenze che il nostro sistema sanitario possiede. Le malattie infettive hanno assunto negli ultimi anni un ruolo sempre più centrale. E risentono dei cambiamenti demografici, ambientali e sociali, ma anche della maggiore mobilità delle persone. Abbiamo professionisti di grande competenza e dobbiamo riuscire a valorizzare questo patrimonio, costruendo percorsi nei quali la ricerca, l’ospedale e il territorio dialoghino tra loro. La multidisciplinarità può fare la differenza, perché nessun settore della sanità può pensare di affrontare da solo problemi che diventano ogni giorno più complessi”, ha dichiarato Caruso.

“Gli strumenti per intervenire prima che la malattia produca le conseguenze più gravi ci sono e dobbiamo utilizzarli meglio. Penso soprattutto al rapporto con la medicina del territorio, con i medici di medicina generale e con i pediatri di libera scelta, che hanno un contatto diretto e quotidiano con i cittadini. Le conoscenze degli specialisti devono arrivare fino a loro e, attraverso loro, alle famiglie in una forma comprensibile. La prevenzione primaria e quella secondaria devono tornare ad avere un ruolo centrale e, nel campo delle malattie infettive, uno degli strumenti fondamentali resta la vaccinazione. Non basta però offrire il vaccino, dobbiamo creare consapevolezza e spiegare perché quella scelta protegge il singolo e la comunità”, ha proseguito.

“Negli ultimi mesi è diventato evidente che non possiamo considerare definitivamente superate alcune malattie. Se cala l’attenzione, possono tornare a presentarsi anche patologie che pensavamo appartenessero al passato. Per questo è stato chiesto il contributo degli specialisti ed è stata creata una task force per affrontare il problema in maniera scientifica e condivisa. L’Assessorato sarà al fianco della ricerca e dei nuovi percorsi che nasceranno dal confronto tra i professionisti, perché la risposta deve partire dalle competenze e tradursi poi in azioni concrete sul territorio”, ha spiegato l’assessore.

Prevenzione e appropriatezza

“Occorre anche correggere alcune pratiche che nel tempo hanno prodotto conseguenze importanti. L’uso eccessivo o non appropriato degli antibiotici ha contribuito alla comparsa di resistenze che oggi rendono più difficile affrontare alcune infezioni. Su questo serve un lavoro comune che non riguarda soltanto gli ospedali, ma tutti i luoghi nei quali si pratica sanità. Appropriatezza significa usare gli strumenti disponibili quando servono realmente, ridurre i rischi evitabili e costruire una collaborazione continua tra specialisti, aziende sanitarie e professionisti del territorio”, ha sottolineato Caruso.

“C’è poi un altro fronte sul quale è necessario lavorare insieme, quello dell’informazione. In questi anni alcune narrazioni sbagliate hanno creato diffidenza e hanno finito per screditare anche il Servizio sanitario e il lavoro dei suoi professionisti. Lo abbiamo visto soprattutto sul tema delle vaccinazioni, dove informazioni prive di fondamento hanno spinto una parte dei cittadini verso atteggiamenti di resistenza. Non basta dire che quelle informazioni sono sbagliate. Serve portare fuori dagli ambienti scientifici messaggi corretti, semplici e comprensibili, coinvolgendo medici di medicina generale, pediatri e tutti i professionisti che hanno un rapporto diretto con le persone. È così che si può recuperare fiducia e rafforzare la prevenzione”, ha concluso.

A margine dei lavori, Caruso ha rivolto anche un augurio alla nuova presidente regionale SIMIT. “A Chiara Iaria rivolgo i miei migliori auguri per questo nuovo incarico. Sono certo che saprà mettere competenza, esperienza e capacità di confronto al servizio della società scientifica e del sistema sanitario regionale, rafforzando ulteriormente quel lavoro di squadra di cui oggi abbiamo bisogno”, ha aggiunto l’assessore.

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