Oggi è giovedì 22 Febbraio - 2024

Sindrome del cuore infranto: ecco cosa c’è da sapere CLICCA PER IL VIDEO

martedì 14 Febbraio - 2023 | di Giorgia Görner Enrile | Categorie: Articoli, Video

Quale giorno migliore per parlare della Sindrome del cuore infranto? E lo facciamo col cardiologo Giovanni Raineri.

La sindrome di Takotsubo consiste in una sofferenza cardiaca temporanea che può riprodurre tutti i sintomi tipici dell’infarto.  La patologia è conseguenza di stress psichici intensi: forti emozioni, paura, panico, spaventi, lutti, da questo nasce il soprannome di “Sindrome del cuore infranto”.

Colpisce prevalentemente le donne in post-menopausa, quasi il 90% dei casi. 

Come si presenta il cuore del paziente?

All’esame ecocardiografico si evidenziano le alterazioni tipiche dell’infarto del miocardio ma fortunatamente la sindrome non occlude le coronarie, che di conseguenza non subiscono danni.

Dal punto di vista biochimico vi è un innalzamento della “troponina”, “mioglobina” e “CK MB”, ossia marker del danno miocardico acuto.

Una volta fatta la diagnosi come si agisce?

Fino a quando la diagnosi non è certa, il trattamento della sindrome di Takotsubo è similare a quello previsto in caso di infarto.

La terapia prevede l’assunzione di farmaci quali ACE-inibitori, beta-bloccanti, diuretici e antagonisti dei recettori dell’angiotensina, con lo scopo di “alleggerire” il carico di lavoro del cuore.

Ai pazienti, inoltre, viene consigliano di rivolgersi a un esperto in tecniche di rilassamento e di gestione dello stress per affrontare situazioni emotivamente più intense e stressanti.

Sicilia Medica

Tivù

Parola

d’impresa

giovedì 22 Febbraio – 2024

Asp Catania: firma del contratto per 300 operatori

mercoledì 14 Febbraio – 2024

Odontoiatria, Sammarco: “Microscopi fondamentali per la professione. Serve formazione”

lunedì 12 Febbraio – 2024

Carenza di medici, Asp Trapani avvia iter per potenziare gli organici: ecco tutti i bandi

giovedì 1 Febbraio – 2024

Manager della sanità siciliana: “Dovranno rispondere alle necessità che al debito di legge”