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Bruxelles, l’AI inclusiva entra nell’agenda europea. Corrao: “L’innovazione ha valore solo se migliora la cura delle persone”

sabato 11 Luglio - 2026 | di Redazione | Categorie: Articoli

Di Riccardo Vaccaro

Il Parlamento Europeo si prepara a ospitare un appuntamento destinato a lasciare il segno nel dibattito sull’intelligenza artificiale applicata alla salute. Il 14 luglio, nella Sala SPAAK 7C50 di Bruxelles, istituzioni europee, scienziati, rappresentanti del mondo sanitario e dell’innovazione si confronteranno sul tema “Artificial Intelligence for Accessibility: From Innovation to European Standard”, con l’obiettivo di delineare un modello europeo di IA fondato su inclusione, accessibilità e centralità della persona.

Tra i relatori della sessione dedicata a “Artificial Intelligence for Health, Inclusion and Human-Centred Services” figura il professor Salvatore Corrao, professore ordinario di Medicina Interna dell’Università di Palermo, chiamato a intervenire sul tema “AI Supporting Clinical Pathways and Chronic Care”, accanto ad autorevoli personalità del panorama europeo della genomica, della medicina di precisione e del diritto dell’intelligenza.

Il professor Corrao è autore del libro Curare con “intelligenza”, L’Intelligenza Artificiale tra Sapere Medico e Decisione Umana del Pensiero scientifico editore, oltre che di importanti pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali sull’Intelligenza Artificiale.

La presenza del professor Corrao assume un particolare rilievo in un momento in cui il dibattito internazionale si concentra non solo sulle potenzialità dell’intelligenza artificiale, ma anche sulla necessità di preservare il ragionamento clinico del medico e costruire sistemi realmente affidabili, etici e orientati ai bisogni dei pazienti.

 

L’Intervista

 

Professore, oggi si parla molto di intelligenza artificiale. Qual è il messaggio principale che porterà al Parlamento Europeo?

Professore Salvatore Corrao: “Il messaggio è semplice: l’intelligenza artificiale non deve sostituire il medico, ma renderlo capace di curare meglio. La vera innovazione non consiste nell’automatizzare le decisioni, bensì nell’aiutare il professionista a integrare enormi quantità di dati mantenendo intatti giudizio clinico, responsabilità e rapporto umano con il paziente. Solo così l’IA potrà diventare uno strumento di equità e qualità dell’assistenza.”

 

Quale può essere il contributo dell’intelligenza artificiale nella gestione delle malattie croniche, tema del suo intervento?

Professore Salvatore Corrao: “Le patologie croniche rappresentano la più grande sfida dei sistemi sanitari europei. L’intelligenza artificiale può identificare precocemente i pazienti a rischio, personalizzare i percorsi assistenziali, favorire il monitoraggio continuo e migliorare il coordinamento tra ospedale e territorio. Tuttavia, la tecnologia produce valore solo quando viene integrata in modelli organizzativi centrati sulla persona e governata da professionisti competenti.”

 

L’evento è dedicato anche all’inclusione e all’accessibilità. Qual è il ruolo della medicina in questa prospettiva europea?

Professore Salvatore Corrao: “La salute è uno dei campi in cui l’inclusione assume il significato più concreto. L’intelligenza artificiale può abbattere barriere comunicative, facilitare l’accesso alle cure delle persone fragili e ridurre le disuguaglianze, ma solo se viene progettata secondo principi etici condivisi. L’Europa ha oggi l’opportunità di diventare il punto di riferimento mondiale per un’intelligenza artificiale umanocentrica, nella quale innovazione tecnologica e tutela della dignità della persona procedano insieme.”

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